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Il caso del mese

Servizi mensa e trasporto relativi alla frequenza dei Centri Diurni per Disabili: perdura l’incertezza

Le tariffe per  prestazioni come la mensa ed il trasporto per la frequenza ai Centri Diurni per Disabili sono sottoposte alla disciplina dell’ISEE o sono da considerare costi interamente in capo alla famiglia?

Il Difensore regionale ha affrontato più volte questo tema e, a seguito delle contestazioni inoltrate dai familiari di persone gravemente disabili,  è intervenuto nei confronti delle amministrazioni locali interessate: purtroppo  i risultati dell’intervento non sono stati apprezzabili in quanto nessuna delle amministrazioni coinvolte ha ritenuto di prendere in considerazione il parere dell’ufficio.

Disabili 4La frequenza ai Centri diurni da parte di persone con disabilità grave è una prestazione socio sanitaria di natura assistenziale che i Comuni sono tenuti a garantire rientrando, tali servizi, tra i Livelli Essenziali di Assistenza. La compartecipazione al costo della retta di frequenza è calcolata sulla base delle vigenti modalità di determinazione dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente).

A parere dell’ufficio, lo stesso criterio di determinazione delle tariffe andrebbe applicato anche al servizio di trasporto utilizzato per la frequenza al centro e al servizio mensa. Questi, infatti, sono strettamente funzionali alla frequenza al centro diurno: le persone con disabilità così gravi non avrebbero la possibilità di frequentare il centro, quindi di usufruire di un servizio sociosanitario essenziale per il trattamento terapeutico e  la qualità della loro vita, se non potessero usufruire anche del servizio di trasporto e mensa.

Le amministrazioni comunali, complici la normativa vigente non perfettamente univoca e il diverso orientamento della giurisprudenza in materia (a fronte di sentenze del TAR Lombardia favorevoli all’interpretazione esposta, vi sono pronunce – ad esempio del Tribunale di Pavia – di orientamento opposto), considerano tali prestazioni come servizi locali a domanda individuale e non come prestazioni sociali agevolate e per questo motivo pongono l’intera tariffa in capo alla famiglia.

Il contrasto interpretativo  sarà finalmente superato quando le indicazioni contenute nel DPCM 5 dicembre 2013, n. 159 “Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)”  saranno pienamente operative: il decreto, difatti, prevede espressamente che anche per le prestazioni strumentali ed accessorie alle prestazioni agevolate di natura sociosanitaria debba farsi riferimento all’ISEE. L’applicazione di questo indicatore é da considerarsi livello essenziale delle prestazioni e, di conseguenza, vincolante per le regioni e per i comuni, che dovranno adeguare le proprie prescrizioni.

 

 

CASO DEL MESE – Disabilità e mobilità