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Centri di Raccolta del Difensore regionale Regione Lombardia

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31 Maggio 2019

NEWS: caso del mese. Servizi accessori alla frequenza dei Centri Diurni per Disabili: finalmente bene … ma non benissimo.


Tempo fa abbiamo affrontato il tema dei servizi accessori alla frequenza dei Centri Diurni per Disabili (CDD), quali trasporto e mensa, che i Comuni consideravano come servizi a domanda individuale e il cui costo veniva posto interamente in capo alla famiglia.

Il Difensore regionale ha sempre sostenuto la tesi opposta: i servizi accessori alla frequenza ai CDD per i disabili gravi, come la mensa o il trasporto, sono strettamente funzionali alla frequenza del centro e, come tali, costituiscono servizi di natura socio sanitaria essenziali per il trattamento terapeutico e la qualità della loro vita, pertanto la tariffa di questi servizi deve essere calcolata nello stesso modo in viene determinata la retta di frequenza al Centro diurno.

L’incertezza è stata risolta con la specifica previsione, nell’art. 1 del DPCM 5 dicembre 2013, n. 159, che anche alle prestazioni strumentali ed accessorie alle prestazioni agevolate di natura sociosanitaria debba applicarsi l’ISEE.

Ora i comuni si sono finalmente adeguati, calcolando le tariffe in base all’ISEE.

Ma possono essere considerati accessori alla frequenza dei Centri Diurni da parte di persone con disabilità grave solo i servizi di trasporto e mensa?

Pare di no, in quanto la norma fa un riferimento generico alle “prestazioni strumentali ed accessorie” alla frequenza.

Recentemente è stata posta all’Ufficio una questione relativa alla mancata organizzazione e partecipazione alla spesa, da parte di un Comune, del servizio di accompagnamento di una ragazza disabile grave durante il trasporto al CDD. La presenza di un accompagnatore è stata dichiarata indispensabile nel documento di valutazione multidimensionale e nel progetto di intervento individuale redatto dalla competente ASST: in mancanza, la ragazza non avrebbe alcuna possibilità di recarsi al centro. Ciononostante, il servizio di accompagnamento non è stato organizzato né pagato dal Comune e la famiglia ha dovuto provvedere direttamente ad assumere contatti con una cooperativa che gestisce ed eroga il servizio.

Il Difensore regionale sostiene che anche il servizio di accompagnamento – quando ritenuto assolutamente indispensabile perché abbia luogo il trasporto e, quindi, la frequenza del CDD – debba essere considerato un servizio accessorio e funzionale alla frequenza stessa: per questo motivo è intervenuto nei confronti del Comune, invitandolo ad applicare anche in questo caso l’unico strumento previsto dalla normativa vigente per disciplinare l’accesso alle prestazioni agevolate di natura socio-sanitaria, quale è appunto la frequenza al CDD, ossia l’ISEE sociosanitario di cui all’art. 6 DPCM 159/2013.