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3 Febbraio 2021

Per saperne di più: il diritto d’accesso ai documenti amministrativi


’’L’attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia e di pubblicità e di trasparenza, secondo le modalità previste dalla Legge nonchè dai principi dell’ordinamento comunitario’’ il principio cardine a cui l’attività della pubblica amministrazione è riassunto in queste poche righe dell’art. 1 della legge 241 del 1990.

Ispirandosi al principio della trasparenza, l’attività amministrativa deve rendere accessibile la documentazione detenuta dagli uffici e i cittadini hanno diritto ad un’informazione qualificata e all’accesso ai documenti, nei limiti che la legge dispone.

Quali sono questi limiti, e che tipologie di accesso ai documenti sono previste nel nostro ordinamento?

Le tipologie di accesso hanno finalità e modalità di esercizio diverse:

  • L’accesso documentale: previsto dall’art.22 e seguenti della Legge n.241/1990, permette a chiunque di richiedere documenti, dati e informazioni detenuti da una Pubblica Amministrazione riguardanti attività di pubblico interesse, purché il soggetto che lo richiede abbia un interesse diretto,concreto e attuale rispetto al documento di cui si chiede l’accesso.

In caso di diniego, espresso o tacito, o di differimento dell’accesso ai documenti, l’art. 25 della legge 241 del 1990 indica il difensore civico territorialmente competente, quale organo a cui è possibile presentare ricorso in alternativa al Tribunale amministrativo.

 

  • L’accesso civico, disciplinato dall’ 5 del D.Lgs. 33/2013, distinto in accesso civico semplice e generalizzato, consente a chiunque, senza la necessità di avere motivazioni, di chiedere alla pubblica amministrazione documenti o informazioni di cui sia stata omessa la pubblicazione o l’accesso a dati e documenti – ulteriori, rispetto all’obbligo di pubblicazione -, che siano in possesso degli uffici, nel rispetto dei limiti degli interessi pubblici o privati giuridicamente rilevanti.

In caso di diniego totale o parziale dell’accesso o di mancata risposta entro il termine indicato dal comma 6 dell’art. 5, il richiedente può presentare richiesta di riesame al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, che decide con provvedimento motivato, entro il termine di venti giorni.

In alternativa, laddove si tratti di atti delle amministrazioni delle regioni o degli enti locali, il richiedente può presentare ricorso al difensore civico competente per ambito territoriale.